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	<title>Neomedia Consulting &#187; Finanza &#8211; Leo Blog</title>
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		<title>IMU, di cosa si tratta?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Oct 2013 08:38:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza - Leo Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Scopri come calcolare l'Imu, l'imposta municipale unica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’<strong>IMU</strong>, l’imposta municipale unica o imposta municipale propria, è diventata ormai da qualche anno un vero e proprio incubo per gli italiani.  Tale tassa, inoltre, è sempre soggetta a continui cambiamenti dipendenti da nuove leggi parlamentari che si susseguono insieme ai diversi governi in carica; ciò comporta un po’ di confusione tra i proprietari degli immobili che non sanno più se devono oppure no pagare questa imposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi non basta la crisi economica e sociale a mandare in tilt questo Paese, ma anche le innumerevoli tasse che lo attanagliano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma vediamo nel dettaglio </strong><strong>di cosa si tratta quando si parla di IMU</strong><strong>. N</strong>ello specifico, tale imposta è nata per accorpare in un unicuum l’imposta sul reddito delle persone fisiche o IRPEF e l’imposta comunale sugli immobili che è l’ICI.</p>
<p style="text-align: justify;">L’imposta municipale unica può essere calcolata anche se non siete gli unici proprietari dell’immobile, in tal caso dovrete specificarlo nello specifico campo “quota di possesso” inserendo anche il numero dei proprietari che vi risiedono con diritto alla decurtazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi è possibile <strong>pagare l’IMU anche online</strong>, basterà infatti semplicemente collegarsi all’internet banking della vostra banca e attraverso alcuni semplici clic avrete accesso all’area bonifici e pagamenti dove <strong>scaricare il modello F 24</strong> e di seguito compilare tutti i campi richiesti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modello F24 che può essere fornito anche attraverso il servizio online dell’Agenzia delle Entrate che è il servizio “F24 web”. Se non si è pratici del web e dei servizi bancari ci si può affidare ad un mediatore come può essere il Caf.</p>
<p style="text-align: justify;">Per poter <a title="Calcolo Imu" href="http://www.homeonline.it/imu/" >calcolare l’IMU</a> dovrete soltanto <strong>scegliere la categoria catastale o il gruppo al quale fa parte l’immobile</strong> di vostra proprietà e dovrete altresì includere una possibile rendita catastale non rivalutata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Calcolo-Imu-2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3421" title="Calcolo Imu" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Calcolo-Imu-2-300x180.jpg" alt="Calcolo Imu" width="300" height="180" /></a>La rendita catastale non deve essere confusa con il valore di mercato della vostra proprietà immobiliare; essa può essere reperita online connettendosi al sito dell’Agenzia del Territorio, dove per autentificarvi vi basterà il codice fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;">Potrete quindi calcolare in maniera indipendente e veloce la vostra quota attinente all’imposta municipale unica, ricordatevi di specificare se l’immobile è la vostra prima casa, in questo caso dovrete ricordare di indicare, selezionando il campo attinente ad “abitazione principale”.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Aumento Iva 2013: i beni e i generi colpiti dai rincari</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Oct 2013 06:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza - Leo Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l'aumento dell'Iva al 22%, diversi beni e servizi subiranno un rincaro di prezzo. Le categorie più colpite saranno quella dei generi alimentari e dei trasporti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Quanto peserà l’aumento sulle tasche degli italiani</h2>
<p style="text-align: justify;">Come tutti sanno, il temuto <strong>aumento dell&#8217;Iva</strong> è arrivato. Ma quanto e come inciderà sulle nostre tasche questo aumento? Scopriamolo insieme. L&#8217;aliquota che viene modificata è quella ordinaria, che <strong>sale di un punto percentuale</strong>,<strong> dal 21 al 22%</strong>. Un aumento che andrà a colpire tutti i beni e i servizi che non scontano l&#8217;aliquota ridotta del 10%, la quale, insieme a quella del 4% riguardante i <strong>generi di prima necessità</strong>, rimane invece invariata. Se i beni come il latte e il pane <strong>non subiranno rincari</strong>, in quanto l&#8217;aliquota del 4% rimane, come detto invariata, secondo le associazioni dei consumatori vi sarà comunque un aumento del loro prezzo, in conseguenza dei più elevati costi nel settore dei trasporti, il quale è invece coinvolto dall&#8217;aumento dell&#8217;aliquota ordinaria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il passaggio dell&#8217;aliquota ordinaria al 22% renderà più costosi diversi beni e servizi</strong>. <strong>Nel settore alimentare</strong> andremo a pagare di più gli <strong>alcolici</strong>, <strong>succhi di frutta</strong> e alimenti ricercati, come ad esempio i tartufi. Come detto, anche il prezzo di altri beni alimentari, pur non colpiti dal passaggio dall&#8217;aumento dell&#8217;Iva ordinaria, potrebbe subire un rincaro. Rincaro dovuto all&#8217;<strong>aumento della benzina</strong>, colpita invece da questa maggiorazione di un punto percentuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il settore delle auto viene pesantemente colpito: <strong>costeranno di più le autovetture</strong>, i relativi accessori e i pezzi di ricambio. Superfluo dire che anche andare dal meccanico renderà il nostro portafogli più leggero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Altri importanti settori coinvolti nell&#8217;aumento dell&#8217;imposta</strong> sono quelli dell&#8217;<strong>abbigliamento</strong>, settore delle <strong>calzature</strong> compreso, e quello degli <strong>elettrodomestici</strong> e, più in generale, dei gadget tecnologici ed informatici, come tablet e smartphone.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, <strong>non sfuggiranno all&#8217;aumento</strong> neanche i <strong>prodotti di cancelleria</strong>, indispensabili per la scuola dei nostri figli e i settori dedicati alla cura della persona: andare dal parrucchiere, in un centro estetico o in una gioielleria, costerà di più.</p>
<p><a href="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Aumento-iva-2013.jpg"><img class="size-medium wp-image-3413 alignright" title="Aumento Iva 2013" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Aumento-iva-2013-300x291.jpg" alt="Aumento Iva 2013" width="300" height="291" /></a>Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, <strong>le famiglie italiane dovranno sborsare tra i 200 e i 350 euro in più nel corso dei prossimi dodici mesi</strong> e il passaggio dell&#8217;Iva al 22% avrà un impatto fortemente negativo sulle spese del periodo natalizio, ormai alle porte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dato che più preoccupa le associazioni dei consumatori è quello secondo cui saranno i nuclei familiari numerosi quelli più colpiti da questo aumento.</p>
<p style="text-align: justify;">È probabilmente anche in considerazione di questo dato che alcune grandi aziende, come Esselunga ed Ikea, hanno annunciato che sosterranno i costi dell&#8217;aumento dell&#8217;Iva, senza quindi riversarla sui consumatori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Regolamento Tares 2013: calcolo tassa e scadenza</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Oct 2013 06:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza - Leo Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[La scadenza per il pagamento della Tares è stata spostata a dicembre 2013. Nell'articolo i dettagli sul regolamento e calcolo Tares]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La <strong>Tares</strong> è la nuova <strong>tassa comunale sui rifiuti e i servizi</strong> ed è stata <strong>introdotta nel 2011</strong> dal cosiddetto &#8220;Decreto Salva Italia&#8221;. Il nuovo tributo doveva inizialmente entrare in vigore il primo gennaio del 2013 in sostituzione di Tia e Tarsu, ma <strong>il provvedimento è stato rimandato in un primo momento a luglio 2013 e ancora una volta a dicembre 2013</strong>. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche di questa imposta.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Regolamento Tares 2013</h2>
<p style="text-align: justify;">La Tares è stata introdotta per accorpare in un&#8217;unica imposta il costo della gestione dei rifiuti e quello dei cosiddetti servizi indivisibili che vengono forniti dai comuni, ad esempio la manutenzione delle strade, l&#8217;illuminazione pubblica e le aree verdi.</p>
<p style="text-align: justify;">La semplificazione annulla la distinzione tra settore privato e attività commerciali e comprende i costi di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Tares dovrà essere pagata dai privati o dai locali detentori di aree coperte e scoperte</strong> <strong>che siano in grado di generare rifiuti</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Calcolo Tares 2013</h2>
<p style="text-align: justify;">Le modalità di <strong>calcolo della Tares</strong> sono simili a quelle utilizzate per il calcolo di Tia e Tarsu, a cui si aggiungerà una maggiorazione di 30 centesimi ogni metro quadrato di superficie che andrà a finanziare i costi per i servizi indivisibili dei Comuni e sarà versata allo Stato. Si prevede che la maggiorazione dovrà essere versata in occasione del pagamento dell&#8217;ultima rata e in un&#8217;unica soluzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A partire dal prossimo anno i comuni avranno la facoltà di aumentare questa maggiorazione fino a 40 centesimi al metro quadrato</strong>; i 10 centesimi di aumento eventuale potranno essere trattenuti dai comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli <strong>immobili con destinazione ordinaria</strong> <strong>la base imponibile per il calcolo è pari all&#8217;80%</strong> <strong>del valore catastale</strong>; il calcolo varia inoltre in base al numero di persone e alla destinazione d&#8217;uso dell&#8217;immobile. Inoltre ogni comune avrà la facoltà di stabilire sconti e riduzioni fino al 30% in base alla presenza di alcuni requisiti, ad esempio per chi attua una raccolta differenziata domestica per la produzione di compost.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a href="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Tares-calcolo-2013.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3401" title="Tares-calcolo 2013" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Tares-calcolo-2013-300x158.jpg" alt="Regolamento Tares 2013, calcolo e scadenza" width="300" height="158" /></a>Scadenza Tares 2013</h2>
<p style="text-align: justify;">Dopo essere stata rimandata in un primo momento al mese di luglio, <strong>la Tares entrerà in vigore nel mese di dicembre 2013</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quando riguarda il termine di <strong>scadenza dei pagamenti</strong>, <strong>ogni comune ha la facoltà di stabilire autonomamente sia il numero delle rate</strong> (in genere tre o quattro) <strong>che la loro scadenza</strong>. Queste decisioni relative all&#8217;amministrazione comunale andranno rese pubbliche da ogni comune almeno 30 giorni prima delle scadenze. <strong>Il pagamento della tassa potrà essere effettuato tramite l&#8217;apposito bollettino postale che verrà recapitato a cura del comune oppure con modello F24</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire dal 2014 le rate dovrebbero essere 4 (gennaio, aprile, luglio, ottobre), come stabilito inizialmente dal Decreto Legge 201 del 2011.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Imposta di registro: aumenti dal 2014</title>
		<link>http://www.neomediaconsulting.it/finanza-leo-blog/imposta-di-registro-aumenti-dal-2014/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Sep 2013 12:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza - Leo Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Previsti aumenti per l'imposta di registro a partire dal 2014. Tutte le novità sui rincari nell'articolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Tutte le novità relative ai rincari sull’imposta di registro</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il governo</strong> che <strong>è alla ricerca di un miliardo di euro</strong>, cifra necessaria <strong>per scongiurare il passaggio</strong> automatico dal 21 al 22% dell&#8217;imposta sul valore aggiunto, previsto dal 1 ottobre, ha varato nel frattempo <strong>nuovi aumenti delle tasse</strong>, che scatteranno dal 1 gennaio 2014. La decisione è stata presa per finanziare lo stanziamento di 470 milioni di euro che il governo ha approvato per finanziare l&#8217;istruzione statale. Una parte delle risorse verrà appunto reperita tramite l&#8217;<strong>aumento </strong>di tributi quali le accise di birra e vino e l&#8217;<strong>imposta di registro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le novità destinate ad incidere di più sulle tasche dei contribuenti sono sicuramente quelle riguardanti quest&#8217;ultima. Vediamo insieme cosa cambierà, <strong>a partire dal 2014</strong>, per i contribuenti che si troveranno alle prese con <strong>l&#8217;aumento dell&#8217;imposta di registro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le novità sono contenute nel decreto legislativo 104/2013. <strong>L&#8217;imposta di registro fissa</strong> <strong>subirà un aumento di 32 euro</strong>, passando dagli attuali 168 a 200 euro. Interessati all&#8217;aumento saranno diversi atti giuridici, quali ad esempio gli atti di accettazione o rinuncia alla propria quota di eredità, tutti gli atti riguardanti le società per i quali è previsto il pagamento dell&#8217;imposta, come ad esempio la fusione tra due enti, ed inoltre i contratti di comodato e i contratti preliminari riguardanti la compravendita di beni immobili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;imposta di registro fissa</strong>, come si può capire dagli esempi fatti poc&#8217;anzi, <strong>passerà da 168 a 200 euro anche per le imprese</strong>. Una decisione che non piace agli imprenditori, i quali lamentano come, in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, un ulteriore aggravio fiscale non sia sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/09/Imposta-di-registro-aumenti-2014.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3392" title="Imposta di registro - aumenti 2014" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/09/Imposta-di-registro-aumenti-2014-300x206.png" alt="Imposta di registro-aumenti 2014" width="300" height="206" /></a>Ma le novità riguarderanno anche <strong>le imposte di registro proporzionali</strong>, le quali <strong>subiranno dei ritocchi</strong>, fortunatamente non tutti verso l&#8217;alto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;imposta proporzionale di registro sulla prima casa verrà infatti abbassata</strong>, passando <strong>dal 3% al 2%</strong>. Le novità non sono però così positive <strong>per gli altri immobili</strong> soggetti all&#8217;imposta di registro proporzionale, che verrà, a differenza di quella sulla prima casa, aumentata: <strong>si passerà dal 7% al 9%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Salirà dall’8% al 9% quella sui terreni edificabili</strong>, <strong>mentre quella a cui sono soggetti i proprietari di nuovi terreni agricoli, scenderà dal 15% al 9%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ricordato, tutte le variazioni di cui abbiamo dato notizia, scatteranno a partire dal 1 gennaio 2014.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aumento dell’Iva ottobre 2013, aliquote al 22%</title>
		<link>http://www.neomediaconsulting.it/finanza-leo-blog/aumento-delliva-ottobre-2013-aliquote-al-22/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Sep 2013 09:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza - Leo Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Previsto per ottobre 2013 l'aumento dell'iva: l’imposta passerà dal 21% al 22% con annessi aggravi su aziende, economia, famiglie, pensionati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Previsto per ottobre l’aumento dell’Iva</h2>
<p style="text-align: justify;">Nella stagione dei rinvii e delle sospensioni ecco arrivare per gli italiani una scadenza importante. Entro settembre, infatti, si dovrà decidere sull’annosa questione dell’<strong>aumento dell’IVA</strong>. Correva l’anno 2012 quando l’allora presidente del consiglio Monti varava la manovra &#8220;lacrime e sangue&#8221;, con la quale l’intero stivale andò incontro ad una sequenza di stangate con pochi precedenti. Ora il <strong>governo Letta</strong> si appresta ad <strong>affrontare lo scoglio IVA 2013</strong>. A meno di miracoli di coscienza <strong>il primo ottobre 2013</strong> <strong>l’imposta passerà dal 21% al 22% con annessi aggravi su aziende, economia, famiglie, pensionati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ipotizzando i comportamenti di consumo si stima che una famiglia composta da quattro persone verrà alleggerita di una banconota da 100 euro e poco più all’anno. Per l’erario l’affare sarà ben più voluminoso, saranno ben 4,2 i miliardi che nel 2014 verranno incassati. Per il trimestre di fine anno 2013 invece la cifra si aggirerà sul miliardo di euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I settori commerciali che verranno maggiormente colpiti saranno ovviamente i beni irrinunciabili</strong>, di prima necessità. Quindi costerà di più andare a fare la spesa, a fare rifornimento di carburante, aumenteranno luce, acqua e gas per citare i principali nodi al pettine degli italiani. Una manovra, l’ennesima, che non farà passare delle belle feste agli italiani.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/09/Aumento-iva-2013.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3383" title="Aumento Iva 2013" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/09/Aumento-iva-2013-300x291.jpg" alt="Aumento Iva 2013" width="300" height="291" /></a>Di contro c’è da dire che i<strong> consumi subiranno inevitabilmente una contrazione</strong>, con il rischio che la fragile, anzi fragilissima ripresa verrà arrestata e l’ennesima richiesta di sacrificio economico si trasformerà in un boomerang. Perchè <strong>se l&#8217;IVA aumenta</strong> il nuovo scenario vedrà oltre alla <strong>diminuzione dei consumi</strong> anche la <strong>riduzione del gettito </strong>e quella che ad oggi è un&#8217;aliquota di poco superiore alla media europea (IVA pari al 20,5%) vedrà aumentare il suo differenziale rispetto alla EU di 1,5 punti. Alla luce di quanto esposto gli italiani dovranno ancora una volta stare col fiato sospeso, con un occhio ai tassi di interesse europei e con l’altro alle vicissitudini giudiziarie e politiche del paese.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Contratti di locazione, guida alla tipologie</title>
		<link>http://www.neomediaconsulting.it/finanza-leo-blog/contratti-di-locazione-guida-alla-tipologie/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Sep 2013 06:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza - Leo Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Le tipologie di contratto di locazione, approfondisci nel testo i quattro principali tipi di contratti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un <strong>contratto di locazione</strong>, di qualsiasi tipologia, prevede un accordo scritto fra un soggetto, proprietario di una abitazione e un secondo soggetto che, dietro pagamento di una certa somma, assume a titolo temporaneo la residenza in quel determinato immobile.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente, la legislazione italiana prevede <strong>quattro diverse tipologie di contratto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo e più diffuso è il <strong>contratto a uso abitativo</strong>, in cui il proprietario destina l’immobile alla residenza di terzi. Nel <strong>contratto a uso transitorio</strong>, invece, la destinazione dell’immobile viene considerata come dimora temporanea. È il caso di chi, per motivi di studio o di lavoro, necessita di una abitazione per un periodo di tempo ben definito.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro <strong>contratto di locazione </strong>è quello<strong> dedicato agli studenti universitari</strong>, ed è regolato da un particolare regime di tassazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine abbiamo il <strong>contratto a uso non abitativo</strong>, ossia il caso di negozi e attività che affittano lo spazio dove svolgere il proprio lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ogni tipologia di contratto prevede determinati vincoli e agevolazioni</strong>. Ad esempio, nei contratti ad uso transitorio il periodo di “affitto” non può essere inferiore al mese, e non può superare i 18 mesi; tale tipo di contratto è inoltre impossibile da rinnovare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/09/Contratti-locazione-2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3376" title="Contratti locazione " src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/09/Contratti-locazione-2-300x200.jpg" alt="Contratti locazione " width="300" height="200" /></a>Le agevolazioni più importanti riguardano invece il contratto per gli universitari: infatti, il proprietario, al momento del pagamento delle tasse relative alla transazione, vede abbattersi l’imposta di registro del 30% e l’Irpef del 59,5%, relativamente al canone annuo di affitto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa fare in caso di inadempimento? </strong>Se viene meno, o meglio, viene violato uno degli obblighi giuridici presenti nei contratti di locazione, si verifica il cosiddetto <a href="http://www.padronidicasa.it/risoluzione-per-inadempimento.htm" >inadempimento contrattuale</a>. Può accadere ad esempio qualora l’affittuario non abbia pagato nel tempo previsto gli interessi al creditore.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi casi si può fare riferimento ad un particolare istituto giuridico: la risoluzione per inadempimento, prevista però per i soli contratti definiti sinallagmatici, ovvero a prestazioni corrispettive.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Calcolo Isee 2013: come calcolare l’indicatore</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Sep 2013 09:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza - Leo Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Come calcolare l'isee 2013? Tutte le informazioni per effettuare il calcolo del modello Isee 2013.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Tutte le informazioni per calcolare l’Isee 2013</h2>
<p style="text-align: justify;">Saper come calcolare l&#8217;<strong>Isee 2013</strong>, acronimo di Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è il miglior modo per usufruire di tariffe agevolate nell&#8217;acquisto di servizi pubblici a domanda regolati da tariffe a carico del fruitore. Questo indicatore serve anche a determinare quanto sarà alto lo sconto sulla retta universitaria piuttosto che su altri costi simili.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>calcolo Isee 2013 </strong>sarà ricavato dalla somma dei redditi di tutta la famiglia sommando il valore delle proprietà, degli investimenti e delle altre entrate seguendo un modello preparato appositamente e che assegna dei punti ad ogni situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Generalmente si demanda il calcolo dell&#8217;<strong>Isee 2013 </strong>al proprio commercialista, ma anche associazioni, gruppi o sindacati si prestano ad eseguire questo compito al servizio dei cittadini. Sul sito internet dell&#8217;Inps hanno pubblicato un <strong>simulatore di calcolo Isee 2013</strong> che può essere usato per preparare la compilazione del modulo vero e proprio. Il simulatore di calcolo dell&#8217;Isee si trova a questo indirizzo internet. <a title="Calcolo Isee 2013" href="http://www.inps.it/servizi/isee/simulazione/simulazionecalcolo.asp" >http://www.inps.it/servizi/isee/simulazione/simulazionecalcolo.asp</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco <strong>come calcolare l&#8217;isee 2013</strong>: prima di tutto è necessario avere sotto mano tutte le informazioni e i documenti che riguardano il patrimonio mobiliare, il patrimonio immobiliare e il reddito, di ogni componente del nucleo familiare. Anche il costo delle spese di affitto della casa in cui il nucleo familiare ha la residenza e i cud rilasciati a chi lavora come dipendente vanno utilizzati per il calcolo isee 2013.</p>
<p style="text-align: justify;">In via generale, i dati <strong>che vanno sommati fra loro</strong> sono i <strong>redditi Irpef</strong> e <strong>Irpeg</strong> di tutti componenti del nucleo familiare, che vanno poi inseriti <strong>nell&#8217;allegato quadro F4</strong>, e a cui vanno detratti dei costi indicati come l&#8217;affitto e la detrazione per l&#8217;affitto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel modello F5 vanno</strong>, invece, <strong>inseriti i valori di ogni mobile di proprietà dei componenti del nucleo familiare</strong>: le azioni di risparmio e di investimento, il totale dei buoni del tesoro, l&#8217;ammontare completo del saldo dei conti correnti e dei libretti di risparmio, il valore dell&#8217;automobile. Al totale della somma del valore dei beni mobili vanno detratte le franchigie indicate.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/09/XCalcolo-Isee.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3365" title="Isee 2013 - calcolare l'indicatore" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/09/XCalcolo-Isee-300x73.jpg" alt="Isee 2013 - calcolare l'indicatore" width="300" height="73" /></a>Infine, <strong>nel modello quadro F6 </strong>vanno s<strong>ommati i redditi Ici di tutti gli immobili che fanno parte del patrimonio dei singoli</strong>. Al totale si detrae il debito residuo nel caso in cui vi siano dei mutui in essere.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;operazione seguente è sommare il valore risultato dalla somma dei beni mobili a quella dei beni immobili. Il 20% del risultato va aggiunto al valore alla somma dei redditi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dato che il calcolo Isee 2013 è una autocertificazione che sottopone il firmatario al vincolo di dire assolutamente la verità, è sempre meglio farsi aiutare a compilare il modello. Attualmente anche gli enti locali sono, nella stragrande maggioranza dei casi, attrezzati per aiutare e informare i loro cittadini su come calcolare l&#8217;isee 2013.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Assicurazioni casa: le migliori polizze</title>
		<link>http://www.neomediaconsulting.it/finanza-leo-blog/assicurazioni-casa-le-migliori-polizze/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Sep 2013 06:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza - Leo Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Le assicurazioni casa sono dette multi-rischio in quanto consentono di coprire responsabilità civile, furto e incendio. Nell'articolo trovi tutte le informazioni sulle migliori assicurazioni casa per proteggere il tuo immobile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Le migliori assicurazioni casa multi-rischio<span style="font-size: 13px; font-weight: normal;"> </span></h2>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>polizze assicurative per la casa vengono in genere denominate multi-rischio</strong> dato che coprono responsabilità civile, furto e incendio. Ecco di seguito una guida per orientarsi tra le <strong>migliori assicurazioni casa </strong>disponibili sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Gruppo Generali</strong>, con la sua <strong>assicurazione casa on line Genertel</strong>, propone tre opzioni:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Casa metro quadro</strong>: dotata di garanzie che consentono di far fronte a responsabilità civile, assistenza legale e all&#8217;abitazione, danni al contenuto e al fabbricato; il costo è di <strong>1,90 euro al metro quadro</strong>;</li>
<li><strong>Casa formula mutuo</strong>: assicurazione casa pensata per chi ha contratto un mutuo per comprare casa, a <strong>0,25 euro per ogni 1000 euro assicurati</strong>.</li>
<li><strong>Casa OK</strong>: è una polizza casa che permette di la scelta tra tre massimali abbinati a diversi premi: 100.000, 150.000 e 200.000 euro. Tutte coprono assistenza legale e all&#8217;abitazione, responsabilità civile, danni al fabbricato.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sul sito web è comunque possibile ottenere un <strong>preventivo on line.</strong> I <strong>vantaggi</strong> offerti da Genertel Casa prevedono <strong>l&#8217;assenza di rinnovi taciti e primo rischio assoluto per il calcolo del risarcimento</strong> (validi per tutte e tre le soluzioni).</p>
<p style="text-align: justify;">Zurich in materia di <strong>assicurazioni casa</strong> propone <strong>Zurich HelpPoint</strong> consente di scegliere tra <strong>quattro possibilità</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>For Family</strong>: assicura l&#8217;abitazione per quel che riguarda furto, incendio, responsabilità civile, danni alla proprietà, assistenza giudiziaria e tutela alla famiglia;</li>
<li><strong>Metro x metro extra</strong>: per sottoscriverla è sufficiente indicare i metri quadri del fabbricato senza doverne calcolare il valore. Garantisce la possibilità di beneficiare soltanto delle coperture alle quali si è interessati e di tassi agevolati per chi ha comprato casa con un mutuo. Per tutte queste caratteristiche è <strong>consigliata alle giovani coppie</strong>, ai single e a chi ha acceso un mutuo per far fronte all&#8217;acquisto della propria abitazione;</li>
<li><strong>Profilo fabbricati</strong>: garantisce condomini e stabili da responsabilità civile dell&#8217;amministratore e del fabbricato, danni da incendio e acqua, tutela legale;</li>
<li><strong>Cristalli</strong>: polizza casa che copre i danni a lastre di vetro per cause accidentali.</li>
<li><a href="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/09/assicurazione-casa-.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3358" title="assicurazione-casa" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/09/assicurazione-casa-.jpg" alt="Le migliori assicurazioni casa" width="300" height="250" /></a></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Genialloyd</strong> propone <strong>un&#8217;unica opzione per l&#8217;assicurazione casa</strong>, <strong>denominata &#8220;io e la mia casa&#8221;</strong>. Copre i rischi relativi ad assistenza e tutela legale, danni a terzi, danni all&#8217;abitazione (furto e rapina, danni al contenuto e danni d&#8217;acqua). La copertura è prevista anche per eventuali spese indirette conseguenti all&#8217;incidente. Nei danni a terzi sono ricomprese la responsabilità civile proprietario, quella inquilino, la RC cane e quella famiglia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tares, come cambia con l’introduzione della Service Tax</title>
		<link>http://www.neomediaconsulting.it/finanza-leo-blog/tares-come-cambia-con-lintroduzione-della-service-tax/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 06:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza - Leo Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal primo gennaio verrà introdotta la nuova Service Tax, la tassa che andrà a sostituire l'Imu e che determinerà un cambiamento anche nella Tares. Scopri nell'articolo tutte le novità introdotte dalla Service Tax]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Limiti e vantaggi della nuova tassa, così temuta dagli inquilini ma fortemente voluta dalla Comunità Europea</h2>
<p style="text-align: justify;">Abolito l&#8217;Imu si pone all&#8217;orizzonte la prospettiva, <strong>da Gennaio 2014</strong>, dell&#8217;<strong>introduzione</strong> di una nuova tassa che andrà a sostituire la cancellata tassa sugli immobili. Con il <strong>debutto della Service Tax</strong> &#8211; dal nome provvisoriamente usato &#8211; <strong>cambia di conseguenza anche la Tares</strong> (altra nuova imposta che andava a sostituire la vecchia Tarsu, la tassa sui rifiuti) <strong>che verrà inglobata nella nuova creatura</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;">IN CHE COSA CONSISTE LA SERVICE TAX</h2>
<p style="text-align: justify;">Ma come cambia la tassa ora? Quali sono le novità della Tares? Vediamolo insieme. <strong>La nuova Service Tax è un&#8217;imposta federale che si ispira proprio ai principi del federalismo fiscale</strong>. <strong>Comprenderà</strong> il &#8220;residuo&#8221; dell&#8217;<strong>Imu</strong>, la <strong>Tares</strong> <strong>e anche le altre tasse</strong> (definitive servizi indivisibili) che fino ad ora servivano a finanziare i servizi regionali come la manutenzione delle strade, del verde cittadino oppure l&#8217;illuminazione pubblica, solo per fare qualche esempio.</p>
<p style="text-align: justify;">Come già avveniva per la Tares, anche <strong>la nuova tassa avrà diverse tariffe che saranno calcolate sulla base sia delle quantità che qualità medie dei rifiuti prodotti per ogni unità</strong>, sia essa abitativa, aziendale o capannoni. In pratica, il principio della Service Tax &#8211; almeno per quanto riguarda la parte relativa alla gestione dei rifiuti &#8211; terrà conto del fatto che chi più inquina più paga e le tariffe saranno proporzionali secondo questo principio, così come espressamente richiesto più volte dalla Comunità Europea.</p>
<h2 style="text-align: justify;">LE NOVITÁ INTRODOTTE DALLA SERVICE TAX</h2>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/08/Service-tax.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3348" title="Service Tax" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/08/Service-tax-300x208.jpg" alt="Service Tax" width="300" height="208" /></a>Essendo in vigore il federalismo fiscale, <strong>ogni Comune potrà decidere da sé quanto effettivamente i cittadini dovranno versare nelle casse comunali </strong>relativamente a questa nuova tassa. Il Governo non entrerà nel merito di tali decisioni e si limiterà a fissare un tetto massimo di tariffa che i Comuni non potranno superare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Altra novità è relativa ai destinatari della nuova tassa</strong>. Infatti, mentre prima l&#8217;Imu era a carico esclusivamente dei proprietari di immobili, oggi <strong>con l&#8217;introduzione della Service Tax saranno anche gli inquilini a dover pagare</strong>, almeno per la parte relativa ai servizi indivisibili (si pensa nella misura minima del 20% ma ancora non è certo), proprio perchè essendo relativa ai servizi generali offerti dal Comune, anche gli affittuari ne usufruiscono e per questo devono contribuire. Proprio questo aspetto è quello che spaventa di più il popolo degli affittuari, terrorizzati dall&#8217;idea di dover sopperire a proprie spese al mancato versamento dell&#8217;Imu da parte dei proprietari.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mercato libero energia: come risparmiare</title>
		<link>http://www.neomediaconsulting.it/finanza-leo-blog/mercato-libero-energia-come-risparmiare/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Aug 2013 06:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza - Leo Blog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://finanza.leoblog.it/?p=3338</guid>
		<description><![CDATA[Scegliendo il libero mercato dell'energia è possibile ottenere numerosi vantaggi economici, tra cui il più evidente un notevole risparmio sulla bolletta. Scopri come individuare la tariffa più adatta alle tue esigenze di consumo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">I vantaggi economici di scegliere una tariffa del mercato libero</h2>
<p style="text-align: justify;">Con la <strong>liberalizzazione del mercato dell&#8217;energia</strong>, avvenuta in Italia a partire dal 2003 per il gas e dal 2007 per l&#8217;elettricità, moltissimi utenti hanno abbandonato la tariffa di maggior tutela. Si parla di più di <strong>5 milioni di utenti italiani passati al mercato libero dell&#8217;energia</strong>. Di sicuro a decretare questo successo è stata la possibilità di <strong>risparmiare</strong> sottoscrivendo contratti adeguati in base alle proprie esigenze di consumo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tipologie contrattuali offerte dai numerosi operatori (ormai se ne contano centinaia) nel settore gas ed elettricità sono infatti estremamente variegate. Si possono per esempio <strong>scegliere tariffe a prezzi fissi</strong>, invariate per tutta la durata del contratto, oppure quelle indicizzate, che possono variare periodicamente in base alle oscillazioni di prezzo stabilite dall&#8217;Aeeg (autorità per l&#8217;energia elettrica e il gas).</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il <strong>mercato dell&#8217;elettricità</strong>, molto importante per <strong>risparmiare sull&#8217;energia</strong> è <strong>sfruttare i vantaggi offerti dalla tariffa bioraria</strong>: l&#8217;energia ha un costo differente in base alla fascia oraria di utilizzo, col prezzo maggiore nei giorni feriali dalle 8 alle 19 (fascia F1) e inferiore di notte e nei weekend (fascie F2 e F3) col maggior risparmio la domenica e i festivi. Infatti molte delle tariffe presenti sul mercato libero dell&#8217;energia permettono il maggior risparmio a patto di concentrare buona parte dei propri consumi nelle fascie F2 e F3. Purtroppo nell&#8217;uso dell&#8217;elettricità l&#8217;utente medio italiano tende a effettuare ancora molti consumi (più del 50%) nelle ore di punta (F1).</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio l&#8217;Aeeg mette a disposizione nel proprio sito un pratico <strong>motore di ricerca</strong> <a href="http://www.autorita.energia.it/it/trovaofferte.htm" >www.autorita.energia.it/it/trovaofferte.htm</a>  col quale è possibile <strong>trovare l&#8217;offerta più conveniente</strong> in base alla propria zona e ai propri consumi annui. Per esempio poniamo che il nostro utente risieda a Milano e abbia un consumo elettrico medio di 3 kw giornalieri. Scegliendo una tariffa con fascia bioraria e costo variabile, effettuando l&#8217;80% dei propri consumi in fascia F2 e F3 spenderà annualmente circa 232 euro, contro i 273 della tariffa di maggior tutela, per un risparmio di circa 40 euro (il 15% in meno).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/08/Libero-mercato-energia-risparmiare.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3340" title="Libero mercato energia - risparmiare" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2013/08/Libero-mercato-energia-risparmiare-300x201.jpg" alt="Libero mercato energia - risparmiare" width="300" height="201" /></a>Tuttavia non sempre il mercato libero vuol dire risparmio</strong>, soprattutto se non si leggono attentamente le condizioni contrattuali: <strong>molti consumatori si sono ritrovati a spendere di più dopo aver stipulato contratti nuovi, a causa di tariffe non facilmente comparabili</strong> <strong>o di malintesi</strong> e cattive informazioni da parte del fornitore. E&#8217; opportuno valutare attentamente i propri consumi e le fasce orarie di maggior utilizzo prima di stipulare un nuovo contratto.</p>
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